Aveva lasciato in albergo la macchina fotografica che avrebbe voluto usare. Fissò la cupola tra le due altissime colonne scolpite, staccate dal corpo della chiesa e le due torri campanarie. Un effetto cinetico tendeva ad allargare i volumi tra loro, tanto da farli apparire sconnessi.
Dalla parte degli edifici rossi aveva visto un cubo sormontato da una cupola dai birilli dorati e dai trafori orientali. Vienna s'intrecciava a confuse raffigurazioni di posti diversi e lontani.
Ebbe una vertigine. Il silenzio drogava il pensiero, dava sbalzi di sensazioni ingrandite e vaghe, inafferrabili una per una: inquietudine, repulsione, sospetto, indifferenza. Uno condizione nuova e tormentosa. Poi San Carlo perse la sua identità. Lo fissò dilatando gli occhi, ma si erano cancellati i segni dell'epoca e dello stile. Vedeva solo una fantasia di pietra incomprensibile che poteva avanzare e retrocedere nei secoli.

Francesca Sanvitale, Separazioni

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The Sublime Issue of The Tiger's Eye

A. D. B. Sylvester
auguries of experience
Macrocosm in microcosm, the world in a grain of sand, the defeat of the anthropocentric.

Klee's affinities are with Mexican picture-writing, Egyptian hieroglyphics, Sumerian cuneiform signs, Chinese ideograms, and, less manifestly but very significantly, German Gothic illumination.